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Visita all’Albero del caffè

Cari amici, sabato 11 aprile siamo andati alla torrefazione che fornisce il caffè biologico e di commercio equo e solidale al nostro ZAGAS. La visita è stata incredibilmente affascinante e interessante, e ancora una volta abbiamo avuto conferma che i nostri produttori sono davvero speciali, e che dietro i prodotti che acquistiamo da loro c’è un mondo vorrei dire parallelo, ricco e complesso, molto di più di quello che ci immaginiamo. Anche in questa visita non ci siamo limitati a conoscere meglio il caffè che acquistiamo, ma abbiamo fatto un vero “viaggio” verso altri orizzonti, e la competenza, la passione, persino la “purezza” del torrefattore Alessio è davvero straordinaria.

Mirko Manfredini ci ha regalato un bellissimo “diario” della visita…che vi assicuro corrisponde a verità!

ALESSIO IL “CAFFERAIO” E IL SUO CAFFE’

Oggi siamo andati in visita alla torrefazione Albero del Caffe’, ospiti di Alessio “il cafferaio” , nella zona industriale Chiesaccia, ad Anzola. Una quindicina di curiosi snob, radical chic per scelta, “spaccianti benessere sotto forma di prodotti” che si ritrovano in tutte le stagioni con varie condizioni meteo in condizioni quasi carbonare, sono entrati nel magazzino/laboratorio. La partenza è stata sprint: dopo alcuni minuti di educata presentazione, gli astanti si sono trovati lentamente ma inesorabilmente rapiti dalla capacità affabulatoria di Alessio. Non solo per la capacità del venditore ma per lo spessore degli argomenti trattati. Si è aperto un mondo. Dalla filiera produttiva in loco, con gli agricoltori che devono combattere contro gli interessi delle multinazionali aventi sul posto referenti politico/economici , in certi casi, sostenuti da bande armate, quindi a rischio della vita stessa, alla selezione delle varie qualità di prodotto, passando per il tentativo di mantenere etico ogni singolo passaggio. Man mano che il tempo passava, la magia ci portava a sgomberare la mente dai normali parametri che il mondo esterno ci porta a tenere come riferimento : le domande si impregnavano dello stupore nel NON capire come mai lo scopo non fosse fare denaro ma….dare alle persone il valore principe di una esistenza dignitosa…la libertà. Non è scontato, anzi.

Spesso il mondo regolato da ferree leggi economiche , paradossalmente, toglie gli spazi di manovra, cerca di tenerti “costretto”, vincola il tuo agire spostando lo spazio decisionale su altri tavoli…Alessio è tra quegli uomini che al centro dei suoi ragionamenti mette “L’UOMO” nella sua essenza migliore, è una di quelle persone che ti fa sentire “piccolo” e allo stesso tempo ammirato …Tra le sue frasi , rimbalzano nella mente parole come “spero che tra pochi anni io non possa più permettermi di comprare il caffè da questo produttore”, oppure “per noi creare una miscela significa raccontare una storia”…Una storia…quale? E qui il racconto diventa poesia…l’odore del caffè che esce dalla moka, gelsomino, in grado di riattivare i ricordi ancora dell’infanzia…il contatto con la bocca al cacao e nocciola….il passaggio nella deglutizione che satura le papille…mandorlato…il persistere, per almeno 30 minuti, del retrogusto ai frutti rossi e cioccolato….forse ho dimenticato qualcosa però rende l’idea. La tostatura, lenta e a temperatura più bassa rispetto all’industria “tradizionale”, in modo che l’abilità del torrefattore possa evidenziare questa o quella nota…alchemica, magica, poetica, contenuta nei chicchi prodotti nel rispetto dei ritmi naturali…ilconfezionamento effettuato a mano, sacchetto per sacchetto, da operatori aventi disagi sociali e/o fisici di varia natura…anche questo completa , con ferrea coerenza , il percorso. I lavoratori vengono accompagnati per il tempo necessario a divenire….liberi…per essere sostituiti da altri, in folle contraddizione con le leggi del “mercato” che vorrebbero ottimizzare l’esperienza acquisita, rendendo l’operatore “fruttuoso” una volta formato…qui non esiste…la storia è un’altra.. India, Nicaragua, CostaRica, Etiopia, Brasile…il mondo visto come ospiti, con la tenace dignità di rispettarne tutti i suoi aspetti…meraviglioso…Poi, il CAFFE’. Un assaggio di questa bevanda assurta a feticcio di un riscatto …oserei dire…morale…buono, profumato, con i suoi soggettivi sapori, forse condizionati dall’atmosfera creatasi…..

GRAZIE Alessio per averci regalato alcune ore di emozione, toccando sensibilità spesso sopite…ci hai fatto sognare…

Mirko Manfredini per Zolarancio

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