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Zolarancio contro le mafie: 18-23 maggio per Falcone e Borsellino

Il progetto”Le Mafie in casa nostra?” pensato da Zolarancio insieme a diverse altre associazioni di Zola (Borghi di via Gesso, Pro Loco, Zeula, Mandria), al Comune, alle Associazioni “Mafie sottocasa” e “Libera”, come tante altre attività, così come era stato ideato, ha dovuto subire una forzata battuta d’arresto causa covid.

Ma ci siamo riproposti di non lasciare cadere l’argomento, mantenendo per quanto possibile vigile l’attenzione, tanto più che in periodi di crisi quali stiamo attraversando le infiltrazioni mafiose sono molto più facili in tutti i settori, spesso senza che ce ne rendiamo neanche conto, dato che siamo più deboli, bisognosi e meno attenti.

Dal 18 maggio (giorno di nascita di Giovanni Falcone) al 23 maggio (data della strage di Capaci) sono previste diverse manifestazioni per commemorare Falcone e Borsellino e aumentare la consapevolezza antimafia (anche in RAI per tutta la settimana, e venerdì 22 su RAI 1 in prima serata il film su Felicia Impastato fortemente voluto da Giovanni Impastato)

Cerchiamo di fare anche noi la nostra parte:

1)      Vi riproponiamo, per chi non l’avesse ancora potuto vedere, il video della serata tenuta a Riale il 15 gennaio 2020 con il Magistrato Marco Imperato, intervento quanto mai attuale in questa situazione. Lo trovate al Link  https://youtu.be/hiaDZ6CF7ms, ma anche su questo Sito in “zabacheca<notizie da za<serata a Riale contro le mafie”

2)      Per chi volesse conoscere meglio la bravissima Associazione “Mafie sottocasa”, consigliamo di visitare il loro sito mafiesottocasa.com molto ben fatto e molto interessante.

3)      Anche Libera nel suo Sito www.libera.it produce molto materiale informativo e aggiornato.

Alleghiamo qui alcuni stralci che ci sono sembrati particolarmente attuali e significativi

1 –          La presentazione del Sito di Mafiesottocasa

2 –          L’articolo di Augusto Cavadi  “L’identikit della mafia” tratto dal libro AA. VV., R…esistere. Appunti di viaggio dal Campo Scuola a Palermo , Filca Cisl, Roma 2009, pp. 33 – 40.

3 –          L’augurio di Mimmo Lucano.

Per una settimana intensa e proficua contro le mafie, ricordando con Gino Strada che l’atteggiamento più pericoloso è l’indifferenza.

ALLEGATO 1: presentazione del Sito di Mafiesottocasa

Una notizia di cronaca, se letta singolarmente, può sembrare di poca importanza. Ma se la stessa informazione viene messa in rete e inserita in un contesto più ampio, può assumere un significato diverso e diventare di grande aiuto per capire come si muove la criminalità organizzata sul territorio. E capire è necessario a contrastare. Da questa esigenza nasce Mafie Sotto Casa.

Questo sito è uno dei tanti strumenti che mettiamo a disposizione di tutti, a partire dalle scuole (se siete curiosi di conoscere gli altri progetti, ne trovi alcuni qui). Speriamo che tutti vogliano metterci del loro: la lotta alla mafia è una lotta per la democrazia e la democrazia è pienamente vissuta solo se partecipata da tutti. Se anche voi siete di questa idea e volete contribuire a sviluppare il progetto, dopo aver visitato il sito non dimenticate di passare di qui.

Chi siamo.

Siamo una banda di amici che da Piacenza a Rimini ha trovato nello stare insieme la forza, il coraggio e la passione di continuare a contrastare strada per strada e città per città la mentalità mafiosa.

Da anni, come singoli o come volontari all’interno di varie associazioni, costruiamo percorsi di legalità e contrasto alle mafie in regione. In qualunque contesto, dalla piazza gremita di gente all’oratorio di periferia, lavoriamo per trasformare in realtà i sogni di chi, per opporsi all’arroganza mafiosa, ha dovuto pagare prezzi altissimi.

Siamo quindi una banda di folli.

Ma così erano stati etichettati nel tempo, tra gli altri, Placido Rizzotto, Pippo Fava, Boris Giuliano, Peppino Impastato, Paolo Borsellino, Giovanni Falcone; così sono etichettati tutt’ora Gaetano Saffioti, Giulio Cavalli, Luigi Ciotti, Giovanni Tizian, Salvatore Borsellino e tutti gli altri a cui questo lavoro è dedicato.

Benvenuti in Mafie Sotto Casa.

ALLEGATO 2: “L’identikit della mafia” di Augusto Cavadi

Il mio desiderio sarebbe di offrire una chiave di lettura – una griglia interpretativa – che vi consenta di raccogliere in una visione d’insieme le esperienze, i racconti di vita, le testimonianze che avete ascoltato e che continuerete ad ascoltare in questi giorni. I fatti, le azioni, sono importanti, anzi essenziali: ma abbiamo bisogno anche di qualche schema mentale per ordinarli e, così, capirli più a fondo.

Comincerei come una domanda che sembra facile facile ed è invece assai complicata: cos’è davvero la mafia? Dico subito che mi riferisco alla mafia nel senso preciso, concreto, delimitato: a “Cosa nostra” e alle altre associazioni criminali che ruotano in Sicilia attorno a “Cosa nostra”. Non sto parlando della mafia come etichetta generica, come sinonimo di delinquenza e malaffare: no, se usiamo la parola mafia per indicare ogni forma di malavita, allora tutto il male del mondo, da Adamo ed Eva, è mafia. E se tutto è mafia, nulla lo è veramente. Se tutto è mafia, essa c’è sempre stata e sempre ci sarà: quindi non possiamo che arrenderci e tornarcene ognuno al calduccio di casa nostra. La criminalità c’è sempre stata e, tuttora, la si può registrare sotto tutti i regimi politici: ma non tutto è mafia.

Inizierei a precisare che la mafia di cui oggi parliamo ha avuto una data di nascita, almeno approssimativa: il 1861, l’anno in cui si è costituito il regno d’Italia. Prima che si unificasse il nostro Paese, prima che nascesse lo Stato italiano, avevamo il brigantaggio, avevamo varie forme di banditismo, avevamo certamente cosche che esercitavano soprusi: ma questi fenomeni vengono, giustamente, definiti dagli storici “pre-mafiosi”. La mafia, invece, ha una sua specificità: essa è inconcepibile senza il rapporto “dialettico” con lo Stato. Preciso subito cosa intendo, in questo caso, con l’aggettivo “dialettico”. Potrei cavarmela dicendo che la mafia ha un rapporto di amore-odio con lo Stato, con le istituzioni pubbliche: ma voglio essere più chiaro. Nei mass-media la mafia viene spesso dipinta come l’Anti-Stato: ma questa è una definizione sbagliata o, per lo meno, incompleta. I criminali comuni sono anti-Stato, ‘fuori’ e ‘contro’ le strutture statuali: la mafia, invece, cerca prima di tutto di entrare ‘dentro’ lo Stato, di farsi Stato. Quando le riesce di infiltrarsi nei gangli dello Stato non chiede di meglio! Quando trova una situazione “morbida”, quando s’interfaccia con persone disposte a colludere, la mafia non è l’avversaria dello Stato. Magari fosse sempre così netta la contrapposizione! Magari potessimo vedere con chiarezza due squadre in campo , lo Stato da una parte e l’anti-Stato dall’altra, in modo da poter scegliere senza difficoltà da che parte stare! E’ solo se trova una resistenza “dura” (non solo Falcone e Borsellino, ma tantissime altre figure che nella storia – prima e dopo di loro – hanno resistito) che la mafia diventa “anti-Stato”. Essa si fa nemica di quei pezzi di Stato, di quegli uomini delle istituzioni, che non si lasciano né corrompere né intimidire. perché trova uno Stato che non si fa intimidire, non si fa corrompere.

Ma questa associazione criminale che è la mafia, a quali finalità specifiche mira? Il denaro e il potere. Il denaro, come tutte le bande di delinquenti del mondo; ma anche, più specificamente, il potere. Ciò che la distingue dalla delinquenza generica è proprio la ricerca di rapporti stabili, consolidati, strutturati con il potere politico. Su questo la mafia non fa scelte ideologiche: ai tempi del re era monarchica; durante il fascismo si è infiltrata nel partito fascista, perché quest’ultimo deteneva il potere; poi è diventata repubblicana; poi democristiana; poi berlusconiana…Un proverbio siciliano recita: “Cumannari è meglio che futtiri”, l’esercizio del potere è un piacere più intenso delle scopate.

E come fa la mafia a perseguire i suoi due obiettivi principali, l’arricchimento illecito e il dominio sul territorio? Direi: con la carota e con il bastone. Con la persuasione e con le minacce. Con una strategia culturale e con l’uso della violenza fisica. Anche questa è una differenza importante rispetto alla criminalità comune: la mafia prima cerca di comprare i suoi complici (avvocati, magistrati, imprenditori, pubblici ufficiali, politici, giornalisti, medici… ) e poi, solo se non ci sono altri mezzi di persuasione, ricorre alla violenza militare. Ecco perché se, in un determinato periodo, non ci sono morti di mafia, non vuol dire necessariamente che le cose vadano meglio: può significare, al contrario, che la mafia governa senza resistenze, gestisce il potere senza insubordinazioni. Può significare che la gente obbedisce senza neppure bisogno di minacce. Può voler dire che la sua politica culturale territoriale ha funzionato: essa è riuscita a far condividere il suo codice culturale, la sua mentalità, l’insieme dei suoi ‘valori’. Questo è davvero terribile: la mafia trionfa indisturbata quando ottiene che l’ambiente circostante partecipi con convinzione dei suoi stessi principi filosofici. La mafia non vuole il Far West. Preferisce di gran lunga che la gente pensi: “Meno male che ci siete voi, altrimenti staremmo peggio…”. La mafia “educa” le nuove generazioni fin dall’infanzia: è possibile parlare di una vera e propria pedagogia mafiosa.

Proviamo, dunque, a tirare le fila di questo identikit (sommario) della mafia: essa non è una cosa enorme e invincibile, la “piovra” descritta in molti film. In realtà è un club di soggetti che si riconoscono in un’identica mission. Gli inscritti a questa società segreta mafiosi sono 5 mila: cinque mila su cinque milioni di siciliani. Non il 10%, non l’1%, ma l’1 per mille dei siciliani. Perché si mettono insieme? Non solo per il potere né solo per il denaro, ma per entrambi questi scopi. E come vogliono raggiungerli? Con la violenza esercitata e minacciata, ma solo quando non riescono ad affascinare l’opinione pubblica con l’insieme di ‘valori’ che propongono. Solo così si può spiegare un fatto su cui troppo spesso si sorvola: ad appoggiare la mafia non sono solo i poveri che non hanno da mangiare. Dobbiamo smettere di dire che la mafia nasce solo perché c’è la povertà: la povertà c’era anche in Veneto, in Irlanda, ma lì non si è creata la mafia. Tra i miei allievi, in trent’anni di insegnamento, mi è capitato anche di avere figli di mafiosi e, in qualche caso, persino giovani che sono diventati mafiosi da adulti: vi assicuro che non erano né tra i meno bravi a scuola né tra i meno ricchi.

Molti di voi vengono dal Settentrione d’Italia: vorrei dunque spendere qualche parola sulla vastità dell’influenza che esercita la mafia nel nostro intero Paese. Spesso l’idea che la mafia sia dappertutto – anche al Nord – viene usata in senso sbagliato: dire che “la mafia è a Roma e a Milano” rischia di essere un modo per togliere responsabilità ai siciliani. La testa della mafia è in Sicilia, ma questa testa ha bisogno di appoggi politici a tutti i livelli (locale, regionale, nazionale). Questo spiega perché la mafia ha diramazioni nel resto dell’Italia e anche fuori dall’ Italia. Perché la mafia mette le bombe in via dei Georgofili a Firenze o alla chiesa del Velabro a Roma? Perché vuol far capire che la sua dimensione non è ‘provinciale’, localistica. Qualche anno fa il presidente dell’ABI (Associazione Banchieri Italiani) ha detto che se le banche dovessero rifiutare i soldi del riciclaggio, l’intero sistema bancario italiano avrebbe un crollo. La più grande industria italiana non è la Fiat, ma la criminalità organizzata: mafia, ‘ndrangheta e camorra.

Ma forse abbiamo detto abbastanza su cos’è la mafia: spendiamo qualche altro minuto per accennare a ciò che potremmo fare, insieme, per contrastarla. Come sconfiggere la mafia? In un libretto che, dal 1992 ad oggi, è stato più volte riedito e ristampato – Liberarsi dal dominio mafioso. Che cosa può fare ciascuno di noi qui e subito, edito dalle Dehoniane di Bologna – ho provato a individuare cinque armi principali per combattere contro la mafia:

1) Le armi intellettuali: la conoscenza, l’aggiornamento e l’approfondimento. Le cosche nel Sud hanno la capacità di convincere le persone che stanno facendo il loro bene: “Noi meridionali siamo tutti vittime del Nord”. Questa argomentazione viene utilizzata come una delle legittimazioni dell’autogoverno mafioso. Bisogna combattere la mafia con l’intelligenza: la nostra prima arma di difesa è l’informazione. La mafia che passa attraverso la televisione è una mafia edulcorata, quasi pericolosa, perché favorisce l’immedesimazione nei protagonisti che vengono rappresentati nei film, nelle fiction. È necessario attingere ad altre fonti: leggere qualche libro serio, documentarsi su qualche rivista seria o su qualche sito web serio.

2) Le armi dell’etica: perché non è facile resistere alla mafia. Prima di sparare la mafia cerca di sedurre, di comprare, di offrire carriere… Scegliere di resistere significa scegliere una vita meno comoda di quella che si può avere con l’appoggio dei mafiosi. È una scelta che in questa terra si deve fare molto presto: verso i 15, 16 anni. Combattere la mafia a volte significa dover pagare, non necessariamente con la vita, ma con la fine di amicizie, con l’isolamento, talora con l’allontanamento dalla propria casa (come quanti decidono di testimoniare contro la mafia). Dire ‘no’ alla mafia comporta la rinunzia ai privilegi e ai vantaggi della collusione: per questo esige una grande libertà interiore!

3) Le armi politiche. Abbiamo il voto. Finché i mafiosi e gli amici dei mafiosi ricevono i voti non si va avanti. Bisogna votare quelli che non sono in odore di mafia: e ce ne sono in quasi tutti gli schieramenti.

4) Le armi dell’economia. Significa sia boicottare l’economia illegale (che deriva ad esempio dal commercio di prodotti contraffatti, di stupefacenti) sia favorire l’economia legale. La legge “Rognoni-La Torre” ha toccato il portafogli dei mafiosi. Con “Addio Pizzo” il boicottaggio alle tasche della mafia si allarga: da azione giudiziaria diventa strategia popolare. Si evitano i negozi in mano ai mafiosi (e non è facile: spesso, poiché riciclano denaro sporco, possono permettersi i prezzi più bassi !) e si favoriscono le ditte ‘pulite’ che si rifiutano, pubblicamente, di pagare il pizzo. . Questo tema andrebbe approfondito a parte. Ai piccoli imprenditori i mafiosi chiedono poco, magari solo 50 euro al mese: il pizzo ha prima di tutto una valenza simbolica, perché pagarlo significa accettare controllo del territorio da parte delle cosche. Ma come convincere i commercianti a ribellarsi? Ad alcuni bastano gli ideali morali per scegliere di essere contro la mafia, ma ad altri no: è necessario far vedere che una società più equa è una società più conveniente per tutti. È importante far riuscire a far coincidere gli ideali con gli interessi. Quando a Tano Grasso – che vendeva scarpe a Capo d’Orlando – vennero a chiedere il pizzo, disse: “Tornate tra una settimana”. Nel frattempo parlò con gli altri commercianti della zona e disse: “Mettiamoci d’accordo: se sono solo io a non pagare, mi ammazzano, come l’anno scorso hanno ammazzato a Palermo Libero Grassi. Se dobbiamo dire no, lo dobbiamo dire tutti insieme”. Infatti Libero Grassi è stato assassinato dagli estortori perché, quando aveva detto in tv che avrebbe continuato a rifiutarsi di pagare il pizzo, l’allora Presidente di Confindustria aveva dichiarato ai giornalisti: “Non capisco di che parli il mio collega. Qui a Palermo nessuno di noi è vittima del racket: magari avrà incontrato qualche criminale locale…”. Il male vince sempre, quando i ‘buoni’ non fanno nulla.

5) Le armi dell’educazione. Bisognerebbe, come dice il mio amico don Cosimo Scordato, riuscire a strappare almeno una generazione alla mafia: da 150 anni essa riesce a passare il testimone alle nuove generazioni. Bisogna costruire una pedagogia alternativa, lavorare sul territorio, con i bambini, con i ragazzi, con i loro genitori, per invertire la disaffezione all’impegno e l’attitudine a girarsi dall’altra parte. Questa non è una battaglia facile: l’educazione è importantissima, ma poi c’è il mistero – o l’enigma – della libertà. L’insegnamento a parole può servire, ma deve tradursi anche in testimonianza di vita. Ed è qua che molti docenti, anche ‘democratici’ e ‘progressisti’, si tradiscono: non si comportano in maniera differente rispetto ai colleghi reazionari, conservatori o qualunquisti.

E’ davvero ora di chiudere. Due o tre considerazioni globali che servono, però, ad introdurre la testimonianza successiva.

Prima considerazione: sconfiggere la mafia è possibile se ci mobilitiamo NOI, QUI, ORA. L’orizzonte dell’antimafia non può continuare ad essere visto come straordinario. Non possiamo permettercelo. Va bene fare la fiaccolata per ricordare Giovanni Falcone il ventitrè maggio, ma solo se è espressione di un lavoro che si distende per ogni singolo giorno dell’anno. Ormai è appurato: in alcuni casi, sono gli stessi mafiosi che promuovono le manifestazioni antimafia! Le intercettazioni ci aiutano a capire queste dinamiche. È logico che la mafia abbia convenienza a far concentrare l’attenzione in un solo momento all’anno , se questo distrae da un impegno costante, continuo, quotidiano…

Seconda considerazione: all’onestà di riconoscere, con vergogna, che la Sicilia è la terra della mafia, dobbiamo coniugare l’orgoglio di ricordare che è anche la terra dell’antimafia. Non serve a nessuno, tranne che ai mafiosi, cancellare la memoria dei martiri che ci hanno preceduto: la storia dell’antimafia scorre antica come la storia della mafia. E, ad essa, strettamente intrecciata.

Terza considerazione: sono convinto che il movimento anti-mafia può raggiungere dei risultati solo se, oltre ad agire, riflette anche sull’azione. Bisogna creare e ricreare incessantemente nuovi equilibri individuali e collettivi: non basta studiare e scrivere libri, ma nemmeno il lavoro eroico di chi opera sul campo, sui vari campi. Bisogna sintonizzare le diverse sensibilità, far confluire in un flusso unitario e sinergico azione e riflessione. Per questo motivo, con altri amici, nel 1992 ho fondato un’associazione di volontariato culturale che si chiama “Scuola di formazione etico- politica Giovanni Falcone”: voleva essere – vorrebbe essere ancora – un’oasi in cui i militanti ogni tanto si rifugino per riposarsi, per meditare, per aggiornarsi. Credo molto all’interscambio fra chi spende la vita nella pratica e chi la spende nello studio, ma come servizio alla pratica e non come fuga dalla storia: penso che vi sia facile immaginare quanto sia contento, oggi, di incontrare un gruppo di operai e sindacalisti animati dal mio stesso desiderio di coniugare azione, informazione e riflessione critica. I formatori che vi accompagnano hanno accettato di acquistare e distribuire a ciascuno di voi una copia del mio libretto La mafia spiegata ai turisti: qualcuno, fermandosi alla copertina volutamente ironica, pensa che si tratti di una pubblicazione umoristica. Invece è serio, frutto di tanti incontri con ospiti da tutto il mondo (per questo l’abbiamo pubblicato in sei lingue) e mi auguro di cuore che vi possa accompagnare come strumento per prolungare un po’ l’eco di queste giornate palermitane.

ALLEGATO 3: augurio di Mimmo Lucano

“Vi auguro di avere il coraggio di restare soli e l’ardimento di restare insieme, sotto gli stessi ideali.

Di poter essere disubbidienti ogni qual volta si ricevono ordini che umiliano la nostra coscienza.

Di meritare che ci chiamino ribelli, come quelli che si rifiutano di dimenticare nei tempi delle amnesie obbligatorie.

Di essere così ostinati da continuare a credere, anche contro ogni evidenza, che vale la pena di essere uomini e donne.

Di continuare a camminare nonostante le cadute, i tradimenti e le sconfitte, perché la storia continua, anche dopo di noi, e quando lei dice addio, sta dicendo un arrivederci.

Ci dobbiamo augurare di mantenere viva la certezza che è possibile essere contemporanei di tutti coloro che vivono animati dalla volontà di giustizia e di bellezza, ovunque siamo e ovunque viviamo, perché le cartine dell’anima e del tempo non hanno frontiere.”

Mimmo Lucano

Buon 1° Maggio!

Anche la Festa del Lavoro vogliamo passarla insieme a voi attraverso il web:

il tema del lavoro se possibile è ancora più pressante e fondamentale in queste emergenze: tanti l’hanno perduto, tanti se lo sono trovato ridotto, e gli economisti già ipotizzano almeno due anni necessari perché la situazione si “normalizzi”… la ripresa è lontana, ma quale ripresa? Ora più che mai si è visto che il nostro modello di sviluppo, per come è andato avanti sinora, è un modello ingiusto e fragile, che si basa sulla divisione dei lavoratori e su bisogni indotti, sullo sfruttamento vergognoso dei “migranti” che nessuno controlla e ai quali in cambio vengono attribuite colpe e responsabilità e nessun diritto sociale. Questo è il momento per ripensarlo, e per pensare ad eliminare tante ingiustizie e precarietà sia economiche che sociali. E’ anche il momento per porre sempre più attenzione al problema delle infiltrazioni mafiose nel mondo del lavoro, molto più facile nei momenti di crisi.

Sul tema del lavoro e dei migranti vi proponiamo il video “Noi e loro, un gioco in cui perdono tutti” con il sociologo Mimmo Perrotta ai link https://www.youtube.com/watch?v=HQqBy8zmFxc&t=1407s e https://www.youtube.com/watch?v=_PeMyXvlqSs&t=2955s

Sul tema delle infiltrazioni mafiose nel mondo del lavoro chi non l’ha ancora visto può seguire il video” Le mafie in casa nostra? Dalla cultura antimafia alle regole come strumento di liberazione”. “ con il magistrato Marco Imperato al link https://youtu.be/hiaDZ6CF7ms

Inoltre, per festeggiare e ricordare la Giornata dei Lavoratori, un regalo dalle amiche di “Arte a caso da casa”, in cui Maria Benassi  propone la “lettura artistica” del video sull’opera “La morte di Togliatti” di Renato Guttuso al link https://youtu.be/DS2DRN8c1y4

Anche la cultura è lavoro!

Buone visioni e a presto

LE MAFIE IN CASA NOSTRA?come è andata la serata sul recupero dei beni confiscati

1° appuntamento: IL RECUPERO DEI BENI CONFISCATI

Il Progetto (che impegnerà diversi altri momenti nell’anno 2020) è nato da un’idea di Zolarancio che aveva già lavorato in passato con Mafiesottocasa , e ha preso corpo dalla collaborazione di molte Associazioni di Zola Predosa che hanno condiviso i temi, gli obiettivi e si sono confrontate (e continueranno a farlo) per rendere il percorso importante e ben riuscito al di là delle inevitabili diverse disponibilità e campi di intervento specifici.

La serata è stata estremamente interessante e ben riuscita, molto alta la partecipazione (circa 90 persone) e soprattutto tanti giovani -e professori- del Liceo Da Vinci di Casalecchio di Reno.

L’Arengo era affollato, e i relatori molto bravi e preparati: nonostante la gravità della tematica, è stato un piacere ascoltare Sara Donatelli di Mafiesottocasa, Luigi Lucchi Sindaco di Berceto, Antonio Monachetti di Libera.

La serata è stata introdotta dal Sindaco di Zola Davide Dall’Omo, che ha ribadito più volte la presa in carico di questa problematica scottante e l’impegno del Comune per l’informazione e la collaborazione con le Associazioni del territorio.

Durante la serata è stato possibile acquistare i prodotti Addio Pizzo di Scimeca e i gadget e i dossier di Mafiesottocasa.

Al termine, un partecipato buffet di solidarietà di ottima qualità: cibi naturali, biologici e casalinghi, vino biologico della neo azienda “L’Upupa” aderente a Campi Aperti.

All’inizio del 2020 continueranno i nuovi appuntamenti, che ci auguriamo di uguale e, perché no, di ancora maggiore interesse!

Valeria

LE MAFIE IN CASA NOSTRA?11 OTTOBRE: IL RECUPERO DEI BENI CONFISCATI

Inizia con questa importante serata un percorso che ci auguriamo di fare insieme per scoprire le infiltrazioni della mafia nei nostri territori e per conoscere le esperienze che cercano di interrompere questo ciclo vizioso con interventi virtuosi. Mafiesottocasa, che già abbiamo conosciuto in passato, coordinerà insieme a Zolarancio, a Libera, al Comune di Zola, a molte altre Associazioni zolesi un progetto che toccherà diversi aspetti delle infiltrazioni mafiose che ahimè ci riguardano tutti, volenti o nolenti.
E’ importante essere informati su che cosa succede a casa nostra: così possiamo anche dare una mano ad invertire questi processi e fare la nostra parte!


                                                             LE MAFIE IN CASA NOSTRA?                                                                                                   1° incontro  IL RECUPERO DEI BENI CONFISCATI                                                                                            11 OTTOBRE 2019 ORE 20,30 

SALA ARENGO DEL COMUNE di ZOLA PREDOSA

NE PARLIAMO CON:
Davide Dall’Omo Sindaco di Zola Predosa

Luigi Lucchi Sindaco di Berceto

Sara Donatelli Associazione Mafiesottocasa

Antonio Monachetti Associazione Libera

A seguire, Buffet a offerta libera (il ricavato verrà donato alle Associazioni intervenute)

Vi preghiamo di diffondere l’iniziativa attraverso tutti i vostri canali ….. e partecipiamo tutti!                                                                                     

La FESTA DI STRADA DI VIA OLMETOLA e Zolarancio

Anche quest’anno abbiamo accolto l’invito dell’azienda Magli e abbiamo partecipato a questa bella festa di strada: è stato un bel momento di incontro anche se il clima non è stato clemente, e c’è stata anche la pioggia… Diverse persone hanno comunque partecipato e soprattutto le aziende e le associazioni, date le condizioni atmosferiche, si sono conosciute meglio e hanno stretto i loro rapporti.

Una nota di ripensamento sul nostro stand del Baratto: portarlo per strada senza le informazioni e la diffusione capillare che abbiamo attuato in occasione della Festa del Riuso, può forse perdere il proprio significato e indebolire il messaggio che vuole veicolare.. ci ripenseremo!

C’è sempre del buono anche nelle difficoltà, e sempre tanto da imparare.

Alessandra

Nella FIERA di Zola ZOLARANCIO PARTECIPA a VOLONTASSOCIATE

Carissimi, la Festa delle Associazioni quest’anno si svolgerà all’interno della Fiera di Zola (19, 20 e 21 luglio); resta fissato in autunno il convegno di Volontassociate di cui vi informeremo.Dopo il bellissimo evento a Iano tra le lavande,  ZOLARANCIO partecipa a tutte le serate della Festa con IL BARATTO(scambio di oggetti che non servono più con altri che vi possono servire), la vendita dei PRODOTTI ADDIOPIZZO SCIMECA, l’informazione sull’Associazione e la presentazione del GAS e di ALCUNI PRODOTTI.Se volete partecipare al Baratto, vi ricordiamo di portare abiti o piccoli oggetti (in buono stato) nel numero di non più di 3 a persona. Questo perchè non sappiamo ancora quanto spazio avremo… Riceverete in cambio gettoni con cui prelevare altri oggetti. Nel caso voleste oggetti aggiuntivi, potrete sempre prendere i gettoni con un’offerta simbolica.Vi aspettiamo in tanti!

ISTRUZIONI PER IL BARATTO

MI RIFIUTO DI SPRECARE: ZOLARANCIO PER UN FUTURO POSSIBILE

Stiamo sommergendo il nostro pianeta di rifiuti che compromettono gli ambienti naturali e gli ecosistemi ma soprattutto la nostra salute, la nostra  vita e il futuro del genere umano. E questo buttando spesso cose riutilizzabili e in buono stato, che sarebbero preziose per altre persone.. Cercare di invertire la tendenza è tornare indietro? Noi pensiamo che voglia dire andare avanti: una volta il riuso e il riciclo erano dettati dalla mancanza di mezzi e risorse, oggi derivano dalla consapevolezza che così facendo avremo un futuro possibile…

Cambiando le nostre abitudini, possiamo inoltre attivare un’economia virtuosa e solidale che non si sottoponga obbligatoriamente alle leggi del mercato spesso disumane. Lo spreco è presente a tutti i livelli, e spesso manca l’informazione e la consapevolezza sulle conseguenze: spreco alimentare, eccesso di rifiuti che potrebbero essere ridotti, raccolta di rifiuti non differenziata in modo corretto, eliminazione di oggetti grandi e piccoli riciclabili che si potrebbero scambiare, donare, riutilizzare.

  Che cos’è il ZA-baratto:

Siamo obbligati a buttare le cose che non ci servono più? Ci possiamo affrancare da una vita usa e getta? Quale Economia governa le nostre scelte e la nostra vita? Siamo davvero noi a fare scelte? Cerchiamo di dare risposte a questi interrogativi….

Dono, ricevo e non butto: il nostro baratto scambia gli oggetti che non usi più con altri che ti servono senza uso di denaro e senza valutazioni economiche (scambio 1:1) perchè vogliamo restare fuori dalle logiche di mercato.

Secondo noi è un interessante fenomeno sociale: lasci le tue abitudini, ne prendi in prestito altre e quando ti riappropri delle tue….le scopri cambiate, anche solo un po’.

Diamo nuova dignità e vita agli oggetti!

Perché il baratto?

“rifiuto” del “rifiuto” : vogliamo promuovere le grandi visioni ed i piccoli gesti con cui ciascun cittadino può “darsi da fare” .

Vogliamo prenderci la nostra responsabilità nel nostro ruolo di consumatori, nella possibilità di riutilizzare, l’intento è promuovere le buone pratiche che possono affrancarci “da una vita usa e getta”, per un’economia solidale attenta agli sprechi e all’ambiente. Scambiandoci gli oggetti in buono stato ridiamo valore a capi diversamente utilizzati, indipendentemente da quello economico.

Come funziona:

 Hai oggetti che non usi più? Porta oggetti vari, piccoli elettrodomestici, borse, abiti, accessori, biancheria casa, giocattoli, materiale scolastico, casalinghi, bigiotteria, in buono stato e funzionante. Per ogni oggetto portato riceverai un gettone che ti permetterà di prendere un altro oggetto che ti serve.

BUON BARATTO DA ZOLARANCIO!

CHE COS’E’ UN GAS?

Un Gruppo di Acquisto Solidale (GAS) è un gruppo di persone e famiglie che decidono di incontrarsi per riflettere sui propri consumi e per acquistare prodotti alimentari e di uso comune, utilizzando come criterio guida il concetto di giustizia e solidarietà, cercando di realizzare una concezione più umana dell’economia, cioè più vicina alle esigenze reali dell’uomo e dell’ambiente, formulando un’etica del consumare in modo critico.  I cittadini sostengono con la partecipazione questa nuova rete che critica fortemente il consumismo che non si pone problemi di un mondo migliore per tutti ma anzi spinge a consumare sempre di più prodotti industriali e non naturali. I GAS cercano di instaurare un percorso verso un tipo di economia che incentiva e favorisce aziende, possibilmente locali, che producono nel rispetto dell’ambiente e dei lavoratori e /o integrano tra i loro lavoratori le classi più disagiate creando con le stesse un rapporto di reciproca collaborazione e di solidarietà. Non è la stessa cosa acquistare biologico al supermercato! L’obiettivo di “spendere meno” non è tra quelli principali del GAS, anche se di fatto è spesso così, perchè se questo significa imporre al produttore scelte anti-etiche, allora preferiamo spendere qualcosa di più. Il rapporto diretto con i produttori elimina la filiera di mercato e semplifica la spesa, ma la solidarietà con loro aiuta la loro sopravvivenza, incoraggia la dignità del lavoro e li rafforza nelle proprie scelte spesso scomode.

PERCHE’ UN GAS?

 I GAS hanno l’obiettivo di creare un gruppo con forte identità e spirito di coesione, che sia occasione di socializzazione dove promuovere un consumo critico e consapevole. E’ la scelta giusta per tutti quelli che vogliono diventare cittadini attivi, informati e critici che fanno azioni concrete per creare una   controtendenza allo stile di vita consumistico e poco sostenibile. Nascono dalla convinzione che ognuno di noi possa dare una mano anche se piccola a cambiare il mondo partendo dal “carrello della spesa”: attraverso questo gesto quotidiano si può incidere su problemi quali inquinamento, spreco di risorse non rinnovabili, sfruttamento dei minori e dei lavoratori andando a modificare il modello di consumo delle società industriali e dall’economia globale su cui si fonda la società odierna. Consumare risorse del territorio in cui si risiede (km zero) e rispettando i cicli naturali delle piante e degli animali permette di diminuire l’inquinamento e il consumo energetico legato al trasporto dei prodotti e di avere la possibilità di conoscere direttamente i produttori, che di solito sono piccoli e con i quali è possibile instaurare forme di solidarietà. Inoltre, usare prodotti biologici ed ecocompatibili contribuisce a salvaguardare la nostra salute.

ZOLARANCIO E ZAGAS

L’Associazione ZolArancio fin dal suo insediamento ha tra le sue iniziative il Gruppo d’Acquisto Solidale, ZaGAS.  Nato nel 2010 è molto cresciuto e oggi, tra le persone/famiglie che fanno acquisti regolari e chi lo fa occasionalmente, siamo arrivati ad essere più di un centinaio. In ZaGAS si condividono esperienze, idee, riflessioni sui temi del consumo critico e consapevole, favorendo l’acquisto e l’utilizzo di prodotti ecocompatibili e l’alimentazione con prodotti biologici e/o equo-solidali. Ma soprattutto negli anni abbiamo costruito relazioni di fiducia con le aziende o i piccoli produttori che ci riforniscono, che hanno condiviso con noi le loro scelte etiche e commerciali e soprattutto i problemi legati alla produzione.  Quando conosciamo la storia di un prodotto che mangiamo o utilizziamo, cambia anche il nostro rapporto verso di esso e l’oggetto o il cibo escono dall’anonimato ed acquistano una loro storia. Le aziende o i piccoli produttori che forniscono i prodotti vengono conosciuti personalmente e mettono in gioco i propri “volti” e le proprie esperienze. ZaGAS ha in questi anni organizzato diverse visite nelle aziende perché i consumatori abbiano potuto rendersi conto degli ambienti, delle scelte effettuate dai produttori, di come viene svolto il lavoro, delle scelte etiche e sociali ammirevoli che li spronano ad andare avanti tra mille difficoltà. Altre volte i produttori sono venuti ad incontrarci e ci hanno spiegato come lavorano, quali sono le loro scelte etiche e commerciali e soprattutto quali sono i problemi legati alla produzione. Inoltre, cerchiamo di promuovere i principi di legalità, salute, ambiente, consumo critico, solidarietà attraverso l’organizzazione di eventi pubblici.

PERCHE’ ETICO E SOLIDALE?

Le industrie di molti paesi del mondo non rispettano i più elementari diritti del lavoro, sfruttano il lavoro minorile, inquinano vaste aree sversando rifiuti o depauperando i territori circostanti, non garantiscono sicurezza e salute del lavoro, pagano troppo poco le materie prime affamando i produttori agricoli …questo purtroppo accade anche nel nostro paese e nella nostra regione. Conoscere direttamente il produttore ci consente di verificare – sempre per quanto possibile – quali sono le condizioni di lavoro nella sua azienda.  Noi pensiamo che non “strozzare” un piccolo produttore del nostro territorio corrisponda al criterio di “equo e solidale”. Sempre per rispondere a questo principio abbiamo inserito tra i produttori, anche se non bio e non a km 0, due piccole aziende siciliane: Scimeca dell’Associazione “Addio Pizzo” e “Don Puglisi”, tutta al femminile; in Umbria alcuni produttori terremotati. Il contatto diretto con il produttore consente inoltre a lui di vendere i suoi prodotti con margini più interessanti e a noi di comprare a prezzi un po’ più bassi di quelli che troveremmo altrimenti.

COME FUNZIONA?

Il sistema è fluido e non rigido, per cui i prodotti possono ad ogni ordine essere prenotati on line da chi crede e quando lo crede, non vincolando a priori gli iscritti.

Ogni settimana si fa un ordine di verdure fresche di cassette variamente composte, a seconda della stagione. Quindicinalmente si possono ordinare latticini, uova, riso e farine.

Sempre quindicinalmente, nel periodo invernale, sono disponibili gli agrumi.

Le altre forniture, di prodotti occasionali o/e non deperibili, avvengono alcune volte all’anno.

Gli ordini più consistenti economicamente, o di prodotti che arrivano con spedizione, vengono pagati direttamente sul conto bancario che ZolArancio ha aperto in Banca Etica.

Gli iscritti sono invitati a partecipare attivamente all’organizzazione delle varie attività, i referenti del Gas (alcuni iscritti volontari) gestiscono nello specifico i contatti con i vari fornitori, gli ordini e le consegne dei prodotti.

LA NOSTRA STORIA

 Nel corso di questi anni abbiamo organizzato diversi eventi e dibattiti portando a conoscenza della popolazione zolese molte tematiche di Economia Solidale, dalla Banca Etica all’ambiente, alla conoscenza diretta dei nostri produttori ecc. Alla fine del 2015 Abbiamo ottenuto un riconoscimento da parte dell’Ente Comunale con la delibera 121 del 25/11/2015 del progetto Gruppo Acquisto Solidale per la definizione degli spazi necessari per la distribuzione dei prodotti. Per ottenere questo, è stato fra l’altro presentato un documento al Comune che sarà una presentazione/resoconto utile anche per noi e i nuovi eventuali soci. La Convenzione è stata rinnovata alla fine del 2016 per tutto l’anno 2019. La soluzione ipotizzata si è dimostrata adeguata, poiché ha garantito una base di copertura delle necessità degli iscritti e nello stesso tempo ha lasciato la necessaria elasticità nello spazio esterno per le diverse modalità delle distribuzioni.      Il Gas continua la sua attività e ha incrementato le tipologie dei prodotti distribuiti. Vi aspettiamo tra di noi!


6 PAROLE: ULTIMO INCONTRO CON CAMPI APERTI

Cari amici,  eccoci giunti all’ultimo appuntamento della bella e interessante rassegna “6 parole chiave..” organizzata dall’Associazione Zolarancio e dalla Cooperativa Lo Scoiattolo

                                      GIOVEDI  14 MARZO A VILLA EDVIGE GARAGNANI

                                                                       dalle ORE 19,30 

                           SIAMO TUTTI “COPRODUTTORI” DEL BENE COMUNE

                                                           in cui parlerà con noi 

                            Elena Hogan, Presidente dell’Associazione  Campi Aperti

 Per concludere il ciclo di incontri abbiamo scelto di incontrare chi vicino a noi sta concretamente tentando scelte di vita e modalità di lavoro e azione sociale che si ispirano alle Parole Chiave presentate.

CHE COS’E’ CAMPI APERTI

Campi Aperti è un’associazione di produttori e cittadini che sostiene l’agricoltura biologica contadina e il diritto della comunità a decidere in merito al proprio cibo e alla gestione del territorio in cui vive: la salute, la qualità dell’ambiente e la dignità del lavoro sono infatti obiettivi che si possono perseguire attraverso un’economia responsabile, basata sulle relazioni e la solidarietà concreta tra consumatori e produttori.

–          a partire dalle ore 19.30 aperitivo autogestito

–          alle 20:30 incontro con  Elena Hogan

Se avete piacere, potete portare qualcosa da condividere nell’aperitivo!

 Venite e diffondete!

6 parole chiave: comunità aperte o chiuse?




Cari amici, vi invitiamo

alla quinta  serata organizzata dall’Associazione Zolarancio e dalla Cooperativa Lo Scoiattolo                                       GIOVEDI  28 FEBBRAIO A VILLA EDVIGE GARAGNANI

                                                                         dalle ORE 19,30 

                                                           COMUNITA’ ALLA PROVA:

  APERTE O CHIUSE?

                                                              in cui parleranno con noi 

il Prof. Fabio Berti, Sociologo Università di Siena 

Alessio Baschieri, Tecnico di filiera e torrefattore all’Albero del Caffè

  Comunità aperte o comunità chiuse: come possono coesistere nello stesso spazio sociale visioni così diverse? Quali comunità sapremo davvero ricreare?

–          a partire dalle ore 19.30 aperitivo autogestito

–          alle 20:30 incontro con Fabio Berti e Alessio Baschieri

Se avete piacere, potete portare qualcosa da condividere nell’aperitivo!

 Venite e diffondete!

 per conoscere meglio i relatori

Fabio Berti, dottore di ricerca in sociologia, è professore associato di Sociologia presso il Dipartimento di scienze sociali, politiche e cognitive dell’Università di Siena, dove insegna Sociologia e Sociologia delle migrazioni in vari corsi di laurea, scuole di specializzazione, di perfezionamento e master. E’ presidente del comitato per la didattica del Corso di laurea in Scienze del servizio sociale.

 Con il supporto di una rigorosa base teorica e metodologica, conduce da molti anni ricerche empiriche sul tema dell’integrazione sociale nella società multiculturale in collaborazione con numerosi Enti pubblici (Regione, Province, Comuni) e Istituzioni private (Cesvot, Ismu). Si occupa inoltre di sostenibilità sociale, teoria della decrescita e sviluppo locale, anche in questo caso coniugando riflessione teorica e ricerca empirica.       

Alessio Baschieri, il “cafferaio” fornitore di caffè biologico per il nostro GAS,ha costruito la sua figura professionale di tecnico di filiera e qualità sempre sul campo, in prima linea al fianco dei piccoli produttori in Africa, Asia e Centro America.  Fermo sostenitore dell’identità culturale dei popoli e della dignità della persona, ha collaborato attivamente alla scrittura e revisione dei principali schemi di certificazione privati (Rainforest Alliance, UTZ Certified, Fairtrade), contribuendo anche allo sviluppo commerciale nel mercato italiano ed europeo. Consulente tecnico della Fondazione Slow Food per la Biodiversità, per la quale ha messo a punto i Presidi in Guatemala, Honduras e Repubblica Dominicana.  

Attraverso l’imprescindibile aspetto della qualità del prodotto (dalla piantagione alla tazzina) Alessio finalizza i propri interventi tecnici al miglioramento delle condizioni di vita di tutti i soggetti che partecipano alla produzione del caffè. Nel 2011 dà vita, con una cooperativa sociale di Bologna, a “L’Albero del Caffè, il gusto dell’etica”: micro torrefazione e laboratorio educativo-didattico che crea opportunità lavorativa a persone escluse dal mondo del lavoro cosiddetto normale, interpretando la cura e l’attenzione per il caffè come lavoro terapeutico e riabilitativo.          

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16 FEBBRAIO SERATA-INCONTRO BACK TO CAMPI AL CENTRO PERTINI

Cari amici, continua la serie di incontri condivisi e organizzati con altre Associazioni con la formula

                                                              ” Zolarancio e….”

Zolarancio è convinta che lavorando insieme tra Associazioni che condividono scelte e obiettivi si ha più forza, più visibilità e più entusiasmo, e che si possano ottenere risultati migliori e più pieni di significato.

                      “ZolArancio, C. S. Pertini e ..Pro Loco di Campi di Norcia”

                                                                Sabato 16 Febbraio 2019 – 18.30

                                                                  Presso Centro Sociale Pertini

                                                                  via F. Raibolini il Francia, 44,

                                                                           Zola Predosa BO

                                                                      Presentano

                                              Nelle terre del terremoto

                       “Back to Campi: per la rinascita sociale”

                                      Progetto Pro Loco di Campi di Norcia

                      Con la partecipazione del Presidente  Roberto Sbriccoli

            Serata con aperitivo di benvenuto e cena a base di crescentine

E’ richiesta prenotazione: contributo € 15 a persona (Il ricavato sarà devoluto al progetto Back to Campi)

     Prenotazioni e informazioni:  zolarancio@gmail.com o tel. 3402396394 Alessandra

                                                       il   Progetto  Back to Campi….   

 – supera l’emergenza e si rivolge verso il futuro

– aggrega la quasi totalità del paese

– crea socialità e condivisione, iniziativa e ottimismo

– non si limita a “chiedere” l’indispensabile, ma “crea”, va oltre e si autogestisce gli eventi funesti in una prospettiva di crescita compatibile, non lamentandosi in     modo passivo ma anzi mostrando alle istituzioni che è possibile fare, e fare meglio.

CON LA COLLABORAZIONE della PRO LOCO DI ZOLA PREDOSA E IL PATROCINIO DEL COMUNE