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NEL VIOLA DELLE LAVANDE INCONTRO CON GLI AUTORI

Carissimi,
domenica 24 giugno appuntamento con tutti quelli di voi che vorranno esserci a Iano di Sasso Marconi.

Oltre a rimirare il bellissimo spettacolo delle lavande fiorite, sempre emozionante  in un fantastico paesaggio di colori e profumi, quest’anno ci diletteremo di contatti con gli autori in uno scenario davvero speciale: il Progetto Zola Book Station, con la partecipazione di Equi-libristi, di Zeula, del bravissimo musicista e amico Teresio Testa e di altri amici, approda ad Hortus Coeli!

Sarà possibile poi fruire di un buffet autogestito con specialità di Betta!

                                         NEL VIOLA DELLE LAVANDE INCONTRO CON GLI AUTORI

                                           Vi aspettiamo numerosi il pomeriggio del    24/06/2018

per incontrare Betta nella sua bella Azienda e per condividere  musiche e poesie sulla natura

A fine pomeriggio Betta, con la collaborazione di Zolarancio, offrirà ai partecipanti un aperitivo con le sue specialità: contribuiremo con un’offerta di € 3.

Non molto distante da noi si trova questa piccola azienda agricola, situata sulle colline di Sasso MarconI  in mezzo a boschi secolari di castagni.

Essendo la struttura del terreno poco ricca di sostanza organica, ha obbligato l’azienda ad orientarsi verso la coltivazione di prodotti di nicchia, come la lavanda,  e  di alberi da frutto di antiche varietà presenti nella zona .

Sono meli, peri, ciliegi, pruni, albicocchi, cotogni, e mandorli con sapori molto lontani dalle colture monosapori che oggi caratterizzano gli scaffali dei negozi e dei supermercati.

La coltivazione della lavanda occupa la maggior parte del terreno coltivato.

Sul terreno dell’azienda agricola vengono coltivate anche alcune varietà orticole come zucche, porri, ceci, destinati ad essere trasformati in gustosi pesti e patè.

Una parte del terreno è lasciato incolto per la raccolta di quello che spontaneamente vi nasce come il tarassaco, la rucola selvatica, la borragine, le primule, il sambuco e la rosa canina, anche questi utilizzati per confetture , pesti e patè

Il ritrovo per chi vuole andare insieme è domenica 24/06/2018 alle ore 17.30 nella piazza del Comune di Zola Predosa.

Vi chiediamo di dare la vostra adesione INVIANDO UNA MAIL A “zolarancio@gmail.com

                                     entro Mercoledì 20/06/2018

ATTENZIONE:  In caso di pioggia l’iniziativa sarà annullata.

E per invogliarvi a partecipare guardate le foto della galleria!!!

Per chi vi andrà direttamente, ecco le indicazioni:

L’azienda si trova in via Jano 5/2 a Sasso Marconi, l’arrivo previsto per le 18,00.

Dista dal centro di Sasso 3/4 km. Si passa Fontana (frazione di Sasso) e sulla destra c’è la deviazione per andare a S.Leo e a Jano.

Due km di salita e ti trovi a Jano, meglio, ti trovi in un altro mondo!!!! A noi piace tantissimo!

Associazione Zolarancio- Associazione Equi-libristi-  Associazione Zeula

riflessioni “IRMA” e “ORESTE”-pomeriggio letterario-artistico

30 maggio 2017. Villa Edvige Garagnani

“Irma” e “Oreste”: riflessioni sul Pomeriggio Letterario-Poetico-Musicale-Artistico

Il pomeriggio è stato un grande successo: innanzitutto c’era moltissimo pubblico, circa 90 persone e forse più! Questo anche tenendo conto che si trattava di un caldo pomeriggio feriale alle ore 18….

Abbiamo chiesto come al solito come avevano saputo dell’evento: la risposta è stata in maggioranza Amici, e alcuni da Volantino. Nessuno stavolta ha nominato i social.

Faceva un po’ caldo nel salone di Villa Edvige, è vero, ma lo spettacolo è stato articolato e toccante.

Tutti i partecipanti vi hanno contribuito: Simone Carati che ha letto il suo bellissimo racconto in apertura, molto bravo, e poi i contrappunti tra Roberto Dall’Olio con la sua eroica Irma Bandiera e Paolo Senni con Oreste, antieroe dei giorni nostri, che tenta di resistere alla quotidianità e alla vita e ne cerca il significato. Anche il Professore di Simone è un antieroe che è stato fiaccato dai rischi della Resistenza, ma che ha mantenuto l’amore della sua gioventù: la bicicletta che da strumento di svago si era trasformata in strumento di lotta.

L’Assessore Giuseppe Buccelli ha presentato la serata ed è rimasto con noi fino alla fine dello spettacolo, Francesco Piazzi ci ha accennato  collegamenti, relazioni e dinamiche tra le opere e i personaggi.

Teresa Bertani ha affiancato gli autori-lettori in  modo magistrale.

Non parliamo poi dell’accompagnamento musicale di Teresio Testa, “ commenti” alle emozioni suscitate dai testi e al filo narrativo. Come sempre Teresio è mitico!

Infine, Alessandra Stivani, bravissima, ha arricchito lo scenario e la serata con le sue opere artistiche sia plastiche che pittoriche.

Dulcis in fundo il buffet, come sempre ricco, salutare e scelto, che si avvaleva del Pignoletto rifermentato in bottiglia dei Tinti, Azienda Agricola aderente agli Streccapogn, Cooperativa Sociale del territorio nostro fornitore GAS.

Gli iscritti di Zolarancio erano circa 16.

Che possiamo altro dire? Siamo molto soddisfatti!

Adesso la sfida è ideare manifestazioni letterarie e artistiche che siano all’altezza di questo pomeriggio!

Grazie infinite a tutti i protagonisti, ai partecipanti e al Comune che ci ha concesso di utilizzare la Villa!

Valeria

resoconto “A spasso con gli autori”

PASSEGGIATA LETTERARIA: A SPASSO CON GLI AUTORI

20 MAGGIO 17:  RESOCONTO

 

L’iniziativa è andata bene!

Noi siamo stati contenti nonostante fosse partita un po’ in tono minore…La mattina di sabato 20 maggio infatti si è presentato prima un bambino con sorellina (e due genitori..) , poi solo un po’ in ritardo sono arrivati altri 2 bambini con genitore, poi un’altra bimba.. Abbiamo iniziato in pochi, ma durante il percorso abbiamo raccolto altri bimbi ritardatari! Alla fine il gruppetto era di 7 bimbi, ma tutti quelli  che ci incontravano volevano unirsi al nostro “gioco” e i genitori affermavano di non saperne nulla… Possibile? Eppure il Comune aveva portato le locandine nelle scuole, e avevamo mandato diversi avvisi a iscritti e genitori attraverso i Comitati , avevamo distribuito volantini e diramato l’informazione attraverso il Sito e nei Social.

Tant’è: i genitori presenti hanno detto che l’informazione non è circolata e che la prossima volta penseranno loro a diffonderla. Si, perché tutti hanno dato per scontato (e i bimbi hanno richiesto) che vi sia una prossima volta!

La Passeggiata è stata molto piacevole, la Fata Mirtilla e il Folletto di Maggio hanno rallegrato il percorso, l’ Arzdoura ci seguiva con un cesto pieno di libri. la Fata in particolare in ogni “Stazione” in cui ci siamo fermati ha letto brevi filastrocche, piccoli brani e poesie molto piacevoli e divertenti che avevano attinenza con i libri e gli esercizi che visitavamo. I bimbi mettevano i libri nelle stazioni e ne prendevano di nuovi dal cesto che ci portavamo dietro, opportunamente addobbato…

In Comune ci ha accolto Manuela che ha letto il Girotondo dei Bambini, e qui si sono aggregati altri bimbi. A tutti abbiamo regalato un “distintivo”, e in totale ne abbiamo distribuiti 12.

Nelle Stazioni visitate (Bar 229, Agenzia di viaggio Mysunsea, sala Arengo del Comune, Bar Castelli) i bimbi hanno potuto sedersi e hanno ricevuto merende o piccoli presenti.

In questa “summa” delle cose andate bene e meno, dobbiamo segnalare per amor di correttezza che una stazione scelta e concordata ci ha dato forfait all’ultimo minuto… ma ce la siamo cavata lo stesso, e alla grande!

Zolarancio ha partecipato con 3 persone oltre agli “attori”, Zeula e Equilibristi hanno offerto al Ptogetto Book molti libri per bambini che sono stati fondamentali. Grazie anche a Manuela del Comune!

Valeria

Il Giardino degli Scrittori

σA ZOLA VECCHIA

Erano i tempi e i luoghi dell’infanzia, appena terminata la bufera dell’ennesima, inutile follia, e, con passi felpati, fresca mi sorprendeva la brezza del mattino, mentre la piana sotto, come verde tovaglia, distendeva e borghi e case e campi a vista d’occhio, ressa facendo i pioppi attorno al fiume.

La tua collina dolce, Zola Vecchia, brandelli del passato custodiva; di ruderi e leggende la magia riconduceva agli anni della grande contessa, che gloria ad altri lascia, nel cuore conservando integra fede all’antica promessa. Dal nuovo campanile solo a tratti piombano l’ore e quello abbandonato,

qua presso la rurale abitazione degli avi miei, contadini e pastori, più non ha voce e piange nostalgia, monotono lamento, dalla sua banderuola sbilenca e arrugginita. Oggi sono alle prese con chi neppure accetta come fòla la tua esistenza ai tempi di Petrosa e gli scontri con quei di San Lorenzo.

A levante Bononia si ridesta e si ridesta Mùtina a ponente: le schiere dei triùmviri per via fra il Lavino e il Samoggia, fra repubblica e impero, fra passato e futuro; tutto il sangue versato d’eterne controversie è sol foriero! Ma intanto si rivestono di luce i tuoi rilievi e di pregiate vigne.

Tra sfondi verdeaurati ed azzurrini maestose s’innalzan le dimore
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di chi, unendo prestigio e autonomia, si adegua alle risorse, alle laute prebende del singolar governo a mezzadria col papa.

Alito fresco del Cimone scende dal monte Capra e dall’Avezzano, piegando il fumo ch’esce dal camino.

Più recenti vicende han trasferito il centro del paese e della vita e tu solo per pochi ormai rimani un lontano ricordo che al passato si lega con un filo di seta fragile e contestato. Chi tiene alle radici non ti nega: le tue sono di quercia millenaria e ributtano ad ogni primavera!

(2007) Renzo Franceschini Dalla raccolta inedita: “Sentieri di paese”.

 

Da Paolo Senni Guidotti Magnani, Parolediparole, Pendragon 2005

RICORDI COME UN CANNOCCHIALE DI RICORDI

 

Era mio padre

che,                      raramente,                 raccontava

di imprese di sci

compiute da solo o con amici

(camminare per ore di notte e all’alba essere in vetta per l’unica discesa),

o                               dell’Africa.

Ma più che discorsi

erano fotografie

che lui mostrava.

Ed io                         ora                      ricordo

i suoi ricordi                  e i miei            (e i tuoi).

Ricordo che parlava

di luoghi di campagna,

proprietà

primavute

poi malvendute o malaffittate,

in cui                       figlio, unico maschio,

mi portava

(una volta a parlare con un ingegnere che lavorava alla Ferrari: il compratore).

Ricordo quei luoghi

con poche case

solo quelle dei contadini con le stalle e i fienili.

Ed ora che vado

a san Giovanni

passando

da Le Budrie per visitare te,

la qua-dran-cto-miz-zata

e ci chiediamo “come saranno i linfonodi”,

rivedo quei luoghi

in cui con mio padre,

ma con molte più case ora

e                   ricordo               di mio padre con suo padre

ché, anche lui figlio maschio, ma il maggiore,

gli affidava le redini

o                   i cavalli da star fermi per la cavezza.

A me                invece

generazione dopo generazione

ricordi di ricordi

l’uso                 del volante                      qualche rara volta

a lui in braccio

con l’auto in movimento.

Ma

ricordo                        anche                 i tuoi ricordi:

di Trieste,                     la tua città natale,

di amici                    di letture

delle case e dei parenti

e               dei nostri trentanni            di

vita coniugale familiare.

So poi                  anche                 i ricordi               di altri

e                 di altre.

Sapere i ricordi.

 

MALINCONIA TRAVESTITA DA CORTESIA

 

Loro              erano lì                    e

non potevano

essere altro che sé stessi,               seduti,

su di una panchina,

di fronte                allo storico maniero               nel parco

a contemplarlo, a contemplare

se stessi            e                il loro passato.

 

Lei una dama               una dama di francia

con i denti               un poco ingialliti

e una poltiglia densa               sotto le labbra

quando               proclamava

enunciava               proferiva

sussurrava               quel francese

che sapeva di storia

di biblioteche

di un mondo scomparso.

 

Anche lui

parlava antico

e, a sorpresa,

discuteva (fra sé e sé) di povertà

e               (non so perché)

delle favelas

e               “Non si può parlare sempre e solo dell’Africa.”

Era polemica?               Con chi?

Contro chi argomentava?

 

La conversazione

(in francese)

procedeva               tra luoghi comuni

quasi               ci fosse una macchina

di quattro cervelli

rispettosi gli uni degli altri

a               riprodurli.

 

Ma,

a un certo punto (della conversazione)

il Signore e la Signora

si sono alzati               e                  si sono avviati

all’uscita del parco.

 

A noi               è rimasto               il sapore

di qualcosa               molto difficile               da dire

da scrivere:

forse era malinconia travestita da cortesia,

in una domenica pomeriggio

non facile da riempire

e                in cui                è risultato impossibile

raccontarsi

la vita.

 

Da Paolo Senni Guidotti Magnani, Nuove elegie – Poesie per argomenti, con presentazione di Francesco Guccini, Pendragon, in corso di stampa

 

ELEGIA DEI 23 INCIPIT

 

<Si era trovato nel traffico locale, ma lui lì era uno straniero …>

<Non poteva non riconoscerla per via di quelle curve, che svettavano da ogni dove …>

<Ne aveva fumate troppe e quella poi non sarebbe stata neppure l’ultima. Lasciò cadere la cicca e la pestò con la punta del piede ruotando in un senso e nell’altro …>

<Quando la vide il suo cuore per un attimo si fermò. Era la stessa che la sera prima era seduta due file più avanti ….>

<Alle venti finiva il turno. Sarebbe uscita e avrebbe aspettato l’autobus …>

<La gamba gli faceva male. Perdeva sangue e il piede sciaguattava nello stivale …>

<A qualcuno di sicuro sarebbe venuto in mente. Non poteva sperare di farla franca …>

<Il primo pensiero era stato di non dirglielo, ma poi cambiò idea …>

<Aveva sentito dei passi. Spense la luce. Prese la pistola e armò il cane. Pensò per un attimo ad Annabell …>

<Nel cruscotto niente. Sotto i sedili niente. Nel bagagliaio niente. Niente di niente …>

<”Io vado stronzi di merda!” ringhiò e rise cupamente. Se lei non gliela avesse data? Cosa sarebbe successo? …>

<Aveva studiato all’accademia di Livorno nella marina militare. Poi si era congedato. Quando io lo conobbi aveva già un brutto carattere …>

<Fra quadritectomia, chemio preventiva e radio erano passati due anni. …>

<Il caposquadra disse: “Fate attenzione e controllate le maschere prima di scendere.” Tossì e sputò. “Prima Luigi, poi Luciano.” …>

<Fermò la macchina prima del canneto. Scese e andò verso il fiume. …>

<Pregava in silenzio. Recitava il rosario. Teneva la mano in tasca con la coroncina di metallo a dieci pallini e la croce. …>

<Tornò indietro. …>

<Alitò sull’anello. Lo sfregò sulla manica. …>

<Non aveva sete e non era caldo. Disse: “Grazie, per me va bene un tè.” …>

<Allargò le gambe e aspettò rassegnata. …>

<Si tolse la cinghia dai pantaloni. …>

<Lei gli disse. “Perché sei qui? Lo sai che non devi venire. Dove sono i bambini? Prese una manciata di spiccioli dal borsino e glieli diede. …>

<Quella sera non carburava. Sentiva un peso. Mangiò e parlò poco. Gli venne in mente suo padre quando lo portava nei monti e non incontravano nessuno. …>

<Sua madre era una donna di fede. Pregava tutte le sere in ginocchio appoggiata all’alto letto matrimoniale. Non si era mai accorto che suo padre e sua madre facessero l’amore. …>