si è conclusa la rassegna…” 6 PAROLE CHIAVE: a partire dal cibo….”


Si è concluso il percorso in sei serate su agricoltura, salute, migrazioni, economia locale, comunità, accoglienza in cui abbiamo collaborato con la Cooperativa Sociale “Lo Scoiattolo”

Sono ormai dieci anni, a partire dalla clamorosa crisi di Wall Street dell’autunno 2008, che l’ottimismo ha ufficialmente abbandonato la nostra quotidianità. Tensioni sociali e politiche di ogni tipo e un’interminabile crisi ambientale ed economica guadagnano ogni giorno i titoli dei telegiornali. Decisori politici, ONG e scienziati discutono di cambiamento climatico e degrado ecologico, della condizione dei sud del mondo e dei fenomeni migratori .

 Ma perché, allora, partire dal cibo? Non c’è troppa sproporzione tra un fatto apparentemente banale come le nostre scelte alimentari e i problemi globali? La nostra risposta è no, nessuno di questi fatti è isolato e abbiamo cercato di capirne le connessioni.

Ecco allora che il cibo ci aiuta a ripensare i nostri stili di consumo, il nostro modo di metterci in relazione con i fatti sociali e politici , il punto di partenza da cui ritessere relazioni con chi abita e lavora nel nostro territorio e, soprattutto, provare ad avere cura di quello che ci siamo abituati a chiamare il bene comune.

Ma il cibo è anche la base della convivialità, dello stare bene insieme, del condividere pensieri e opinioni: per questo, per discutere su come si possa migliorare, partendo dall’alimentazione, la qualità della nostra vita e quella del territorio in cui viviamo, abbiamo organizzato 6 serate per ragionare su BIOAGRICOLTURA, ACCOGLIENZA, GIUSTIZIA. SOSTENIBILITA’, COOPERAZIONE, PARTECIPAZIONE.

In queste serate, molto istruttive e di altissimo livello, piacevoli e interessantissime,

Hanno parlato con noi:

1) nella serata     BIOAGRICULTURA: L’AGRICOLTURA PENSA AL FUTURO

Maurizio Gritta, presidente di Iris Bio cooperativa biologica dal 1978, nostro fornitore GAS, e Alberto Veronesi, presidente di Arvaia, cooperativa di cittadini coltivatori di Borgo Panigale.

Abbiamo iniziato  incontrando due Cooperative che basano la loro attività sulla stretta connessione tra sostenibilità ambientale e sociale: non solo agricoltura biologica quindi, ma un progetto innovativo di vera alleanza tra chi produce e chi consuma.

2) nella serata  SI FA PRESTO A DIRE MIGRANTI……

   l’Associazione “Libertà era restare”  e la Cooperativa Libertas che gestisce l’accoglienza e l’inserimento di persone straniere a Zola Predosa su multiculturalismo e accoglienza

DURANTE LA SERATA è stato PROIETTATO IL FILM “IL VOLO” DI WIM WENDERS SULL’ESPERIENZA DI RIACE

Basta cogliere le chiacchiere sugli autobus, accendere la televisione, magari parlare con un vicino di casa  per  sentire  come  la  relazione  con  chi  è  diverso  –  nelle  abitudini,  nei  modi  di  fare,  nell’aspetto  fisico – produca forti reazioni, spesso guidate da paura e rifiuto… Gli altri che arrivano a portarci via il lavoro, a rendere le nostre città insicure, ad approfittare di un benessere che non basta  più per tutti: “aiutiamoli a casa loro, loro non hanno i nostri valori, io non sono razzista ma… Il tutto, ancora, reso più difficile da una crisi economica e sociale che diffonde incertezza e paura del futuro. Abbiamo proposto un  incontro  in  cui  discutere  della  questione  delle  migrazioni  in  tutta  la  sua  complessità  e,  soprattutto, di come possiamo dare senso e valore, nella nostra comunità, all’idea di accoglienza.

 3) nella serata  NOI E LORO…UN GIOCO IN CUI PERDONO TUTTI  Mimmo Perrotta, sociologo dei processi culturali e comunicativi all’Università di Bergamo  che ha esplorato il rapporto fondamentale tra migrazioni e lavoro  studiando dal 2010  il lavoro dei migranti in agricoltura e nelle filiere agricole in Puglia, Basilicata ed Emilia-Romagna

Il  dibattito  politico  e  mediatico  sulle  migrazioni,  sempre  centrato  sull’attualità  e  sull’emergenza,  dimentica che l’immigrazione interessa l’Italia ormai da quarant’anni. Spesso dimentichiamo anche che quello delle migrazioni è un fenomeno globale, che non ha facili risposte ed è il risultato di processi storici, ma anche economici e ambientali, di lungo periodo. È quindi necessario provare a leggere questi processi con maggiore profondità storica. Perché quello cui stiamo assistendo è un fenomeno cruciale, che tocca il nostro futuro, un passaggio di civiltà che non ci può lasciare indifferenti.

4) nella serata  TRE “A“ PER LA  SOSTENIBILITA’: Agricoltura, Alimentazione, Ambiente:

Carlo Modonesi, biologo, ISDE medici per l’ambiente , Università di Parma e Associazione Decrescita

 Maria Elena Cafagna, biologa, nutrizionista e Consulente Sicurezza Alimentare

per approfondire il  rapporto  tra  sistema  agroalimentare  (in  particolare  agricoltura  e  allevamento),  salute  e  ambiente .

Le continue promesse della pubblicità ci hanno abituato a consumi sempre più istintivi e capricciosi: vorremmo che i nostri supermercati – moderni paesi di Bengodi – ci offrissero in ogni stagione di tutto, da tutto il mondo, al prezzo più basso possibile.  Ma cosa significa davvero questo modello produttivo? Cosa sta dietro gli scaffali stracolmi? Gli allarmi si  ripetono  e  i  costi  nascosti  dello  stile  di  vita  occidentale  sono  sempre  più  evidenti…  problemi  che  vanno presi sul serio e su cui abbiamo ancora molto da capire e da imparare.

5) nella serata COMUNITA’ ALLA PROVA: APERTE O CHIUSE?

 il Prof. Fabio Berti, Sociologo Università di Siena , dove insegna Sociologia e Sociologia delle migrazioni in vari corsi di laurea, scuole di specializzazione, di perfezionamento e master, e Alessio Baschieri, Tecnico di filiera e torrefattore all’Albero del Caffè e nostro produttore GAS  sulle comunità locali tra apertura e chiusura

 La  comunità,  che  sembrava  dimenticata,  è  tornata  al  centro  del  dibattito  pubblico  e  le  voci  critiche  della globalizzazione neoliberista parlano di “coscienza dei luoghi”, cioè della centralità di chi abita un territorio nella difesa della qualità sociale e dell’ambiente, in altre parole nella cura di quei beni comuni da cui dipende la nostra vita. Ma oggi, a valle della stravolgente crisi economica in atto dal 2008, le comunità sono anche, di nuovo, invocate come luoghi di difesa del diritto di alcuni rispetto ai bisogni di altri, migranti prima di tutti. Abbiamo cercato di capire come possono coesistere nello stesso spazio sociale visioni così diverse, e quali comunità sapremo davvero ricreare.

Una speciale nota informativa su Alessio: Alessio Baschieri, il “cafferaio” fornitore di caffè biologico per il nostro GAS, ha costruito la sua figura professionale di tecnico di filiera e qualità sempre sul campo, in prima linea al fianco dei piccoli produttori in Africa, Asia e Centro America.  Fermo sostenitore dell’identità culturale dei popoli e della dignità della persona, ha collaborato attivamente alla scrittura e revisione dei principali schemi di certificazione privati (Rainforest Alliance, UTZ Certified, Fairtrade), contribuendo anche allo sviluppo commerciale nel mercato italiano ed europeo. Consulente tecnico della Fondazione Slow Food per la Biodiversità, per la quale ha messo a punto i Presidi in Guatemala, Honduras e Repubblica Dominicana.  

Attraverso l’imprescindibile aspetto della qualità del prodotto (dalla piantagione alla tazzina) Alessio finalizza i propri interventi tecnici al miglioramento delle condizioni di vita di tutti i soggetti che partecipano alla produzione del caffè. Nel 2011 dà vita, con una cooperativa sociale di Bologna, a “L’Albero del Caffè, il gusto dell’etica”: micro torrefazione e laboratorio educativo-didattico che crea opportunità lavorativa a persone escluse dal mondo del lavoro cosiddetto normale, interpretando la cura e l’attenzione per il caffè come lavoro terapeutico e riabilitativo.          

 6) nella serata SIAMO TUTTI COPRODUTTORI DEL BENE COMUNE Elena Hogan, Presidente di Campi Aperti, Rete di produttori agricoli autorganizzati del territorio.

Questo incontro ha concluso il ciclo , e abbiamo ragionato di come possiamo diventare protagonisti della cura del territorio in cui viviamo, incontrando chi, vicino a noi, sta concretamente tentando scelte di vita, e modalità di lavoro e azione sociale, che a tutto questo si ispirano. CampiAperti infatti è un’associazione di produttori e cittadini che sostiene l’agricoltura biologica contadina e il diritto della comunità a decidere in merito al proprio cibo e alla gestione del territorio in cui vive: la salute, la qualità dell’ambiente e la dignità del  lavoro  sono  infatti  obiettivi  che  si  possono  perseguire  attraverso  un’economia  responsabile,  basata sulle relazioni e la solidarietà concreta tra consumatori e produttori

 Ogni serata si è conclusa con un delizioso buffet offerto da Zolarancio e Scoiattolo. Cibi assolutamente genuini, solidali e ottimi!

Contiamo di riprendere questi temi, mai abbastanza esplorati, allargando la platea e il dibattito.

Valeria

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