Archivio mensile:Marzo 2013

Una serata per parlare del bene più prezioso: l’acqua.

In occasione della Giornata Mondiale dell’Acqua, giovedì 21 marzo alle ore 21 presso lo Spazio Auditorium in Piazza della Repubblica 1 a Zola Predosa vi invitiamo a partecipare all’incontro “L’acqua: gestione, consumi, referendum. Parliamone”.

Relatori della serata sono Marco Aleotti e Andrea Caselli.

Marco Aleotti, geologo, membro dell’Associazione Geologi nel mondo e membro del Comitato Acqua Bene Comune (ABC) di Bazzano inquadrerà la serata sotto l’aspetto della gestione e dei consumi d’acqua nel mondo, spiegandoci quali sono le criticità attuali legate al nostro uso.
Andrea Caselli coordina i comitati ABC della regione, lavora alla CGIL ed è stato una delle prime persone in regione ad attivarsi per la raccolta di firme che ha portato al referendum del 2011 a favore di una gestione pubblica dell’acqua. Attualmente si sta impegnando per far rispettare l’esito del referendum e per promuovere l’Iniziativa dei cittadini europei per rendere l’acqua un diritto umano universale e per promuovere i servizi idrici come servizi pubblici.

Scarica il volantino dell’iniziativa.

Marzo 2013

Dedicato alle verdure amare e salutari…

Care amiche e cari amici del gruppo GAStronomico, siamo a marzo, e ancora i nostri fornitori non hanno disponibilità di verdure di stagione nei loro orti.. però possiamo trovare sempre cipolle, carote, patate, ancora gli ultimi agrumi, finocchi, e cavoli di vario tipo, cicorie, le prime bietole nostrane, i primi radicchi e i primi carciofi… che meraviglia i carciofi! A chi non piacciono? Mi piacerebbe saperlo. Sono inoltre molto salutari per fegato, cistifellea, intestino.

Ode al carciofo

Il carciofo dal tenero cuore si vestì da guerriero,
ispida edificò una piccola cupola,
si mantenne all’asciutto sotto le sue squame,
vicino al lui i vegetali impazziti si arricciarono,
divennero viticci,
infiorescenze commoventi rizomi;
sotterranea dormì la carota dai baffi rossi,
la vigna inaridì i suoi rami dai quali sale il vino,
la verza si mise a provar gonne,
l’origano a profumare il mondo,
e il dolce carciofo lì nell’orto vestito da guerriero,
brunito come bomba a mano,
orgoglioso,
e un bel giorno,
a ranghi serrati,
in grandi canestri di vimini,
marciò verso il mercato a realizzare il suo sogno:
.…….(Pablo Neruda)

Noi più prosaicamente:

-li possiamo friggere in pastella (meravigliosi!)

-li possiamo cucinare insieme ad un risotto (sublime!)

-li possiamo, così fritti o cotti al tegame, mettere in frittata o torta salata con ricotta…(mmmmh…!)

Intanto noi rivolgiamoci ai nostri prati e ai nostri “campi” rigorosamente non coltivati o biologici, comunque lontani dal traffico e dalla città!!!!!!!!!”: è l’ora del TARASSACO (detto Dente di Leone e da noi “piscialetto”)! È una rosetta tipo cicoria chiara che poi in estate fa i famosi fiori gialli (commestibili) e poi gli ancora più famosi “soffioni”. Chi non ci ha giocato? (soprattutto se non è troppo giovane e ha un po’ di esperienza di campagna…

Dopo 10 giorni dalla scomparsa della neve questa pianta dà il meglio di sé, e che meglio! Ottimo disintossicante per il fegato e la cistifellea, ottimo depurativo e coadiuvante per l’intestino e per i reni, erba da cucina e da medicina…che vogliamo di più? Ottimi crudi in insalata finché giovani, fiori compresi!

Sarebbe consigliabile fare 2 cicli depurativi al tarassaco, uno all’inizio della primavera e uno all’inizio dell’autunno, quando ributta dopo la fioritura. Per 15 giorni continuativi bevetene il decotto (due bicchieri al giorno) e mangiatene le foglie cotte per fare il suddetto.

IL TARASSACO è UN PO’ AMARO, MA GRADEVOLE! Ad ogni modo non più amaro di certe cicorie.

Decotto di tarassaco:

foglie e (soprattutto) radici un grosso pugno, farle cuocere in 1 litro di acqua per 15 minuti. Raffreddare, colare e conservare in frigo per non più di una settimana, berne 2 bicchieri al giorno, uno a a digiuno e uno prima di cena o di coricarsi.

Utilizzare la pianta cotta come insalata, o ripassata in padella, o in frittata, o come ragù per una pasta originale.

Come raccoglierlo con le radici: prendere la rosetta raccogliendone le foglie con la mano, torcerla delicatamente fino ad estrarla dal terreno, se il terreno è troppo duro (facile, visto che non dev’essere coltivato!) aiutarsi con un coltello per scalzare la terra intorno. Per uso depurativo la radice è molto più efficace delle foglie! A questo punto, BUONA PULITURA E LAVAGGIO! MI RACCOMANDO RICICLATE L’ACQUA!

Infine, per consumare le ultime arance biologiche che (forse) ci sono rimaste, ecco un dolce senza grassi aggiunti:

Tronchetto all’arancia *** (stelle di bontà…)

2 arance grosse e succose

300 gr. Mandorle sgusciate

170 gr. Zucchero + un cucchiaio di zucchero a velo

1 bicchierino liquore all’arancia

6 uova

grattugiare le bucce delle arance tenendone da parte una striscia che si taglia a listarelle e si cuoce in poca acqua. Spremere le arance. Tritare le mandorle pelate tranne poche per decorare. Lavorare i tuorli con lo zucchero. Aggiungere mandorle tritate, liquore e succo d’arancia.

Unire le bucce grattugiare e gli albumi a neve

Cuocere in uno stampo rettangolare e scannellato a 180° per 40/50 m. Decorare con le bucce delle arance, le mandorle intere e lo zucchero a velo.

Ciao!

Valeria