Archivio mensile:Aprile 2020

Buon 1° Maggio!

Anche la Festa del Lavoro vogliamo passarla insieme a voi attraverso il web:

il tema del lavoro se possibile è ancora più pressante e fondamentale in queste emergenze: tanti l’hanno perduto, tanti se lo sono trovato ridotto, e gli economisti già ipotizzano almeno due anni necessari perché la situazione si “normalizzi”… la ripresa è lontana, ma quale ripresa? Ora più che mai si è visto che il nostro modello di sviluppo, per come è andato avanti sinora, è un modello ingiusto e fragile, che si basa sulla divisione dei lavoratori e su bisogni indotti, sullo sfruttamento vergognoso dei “migranti” che nessuno controlla e ai quali in cambio vengono attribuite colpe e responsabilità e nessun diritto sociale. Questo è il momento per ripensarlo, e per pensare ad eliminare tante ingiustizie e precarietà sia economiche che sociali. E’ anche il momento per porre sempre più attenzione al problema delle infiltrazioni mafiose nel mondo del lavoro, molto più facile nei momenti di crisi.

Sul tema del lavoro e dei migranti vi proponiamo il video “Noi e loro, un gioco in cui perdono tutti” con il sociologo Mimmo Perrotta ai link https://www.youtube.com/watch?v=HQqBy8zmFxc&t=1407s e https://www.youtube.com/watch?v=_PeMyXvlqSs&t=2955s

Sul tema delle infiltrazioni mafiose nel mondo del lavoro chi non l’ha ancora visto può seguire il video” Le mafie in casa nostra? Dalla cultura antimafia alle regole come strumento di liberazione”. “ con il magistrato Marco Imperato al link https://youtu.be/hiaDZ6CF7ms

Inoltre, per festeggiare e ricordare la Giornata dei Lavoratori, un regalo dalle amiche di “Arte a caso da casa”, in cui Maria Benassi  propone la “lettura artistica” del video sull’opera “La morte di Togliatti” di Renato Guttuso al link https://youtu.be/DS2DRN8c1y4

Anche la cultura è lavoro!

Buone visioni e a presto

25 APRILE 2020: Festa della Liberazione

Ciao a tutti, la festa per la LIBERAZIONE dovrà quest’anno essere celebrata nell’unico luogo in cui adesso possiamo incontrarci tutti: la rete . Non è la stessa cosa degli altri anni, ma può servire per sentirci vicini… Abbiamo pensato di celebrarla con voi:
1) inviandovi 2 bei documenti:

– un estratto del DISCORSO pronunciato da UMBERTO ECO il 24 aprile 1995, alla Columbia University di New York, nell’ ambito delle celebrazioni per la Liberazione dell’   Europa dal nazifascismo.  La versione integrale della lectio di Eco è stata pubblicata dalla casa editrice  “La Nave di Teseo”. 

– un VIDEO preparato per l’occasione da Maria e Francesco sulle lotte di liberazione oggi  con protagoniste le donne di ieri e di oggi


2) facendovi una proposta:insieme a tante iniziative che  potrete trovare nel web, lungo tutto l’arco della giornata, resta viva una domanda:Quale senso ha oggi la parola resistenza? Come parlare di liberazione? Lo stato delle cose che ci manterrà a distanza anche in questa festa, speriamo sia uno stimolo per sentirci più vicini nel ReEsistere. Per questo chiediamo a chiunque voglia, come segno di partecipazione e vicinanza, di contribuire ad una riflessione collettiva sulla liberazione: potrete inviarci un pensiero o un testo (max 500 battute) in cui raccontate la vostra personale visione della parola RESISTENZA.
 Il 1 maggio 2020, in occasione della Festa del Lavoro, vi restituiremo i vostri contributi aggregati in un unico documento.  Sarà come avervi con noi a festeggiare insieme.Scrivici e invia il tuo contributo a zolarancio@gmail.com, o sulla pagina facebook di Zolarancio .

ESTRATTO DISCORSO UMBERTO ECO

 ………….nel 1943 scopersi il significato della parola “libertà”. ………. In quel momento “libertà” non significava ancora `liberazione”. Ho passato due dei miei primi anni tra SS, fascisti e partigiani, che si sparavano l’un l’altro, e ho imparato come scansare le pallottole. Non è stato male come esercizio. Nell’aprile del 1945 i partigiani presero Milano. Due giorni dopo arrivarono nella piccola città dove vivevo. Fu un momento di gioia. La piazza principale era affollata di gente che cantava e sventolava bandiere, invocando a gran voce Mimo, il capo partigiano della zona. Mimo, ex maresciallo dei carabinieri, si era messo coi badogliani e aveva perso una gamba in uno dei primi scontri. Si fece vedere al balcone del comune, appoggiato alle sue stampelle, pallido; cercò con una mano di calmare la folla. Io ero lì che aspettavo il suo discorso, visto che tutta la mia infanzia era stata segnata dai grandi discorsi storici di Mussolini, di cui a scuola imparavamo a memoria i passi più significativi. Silenzio. Mimo parlò con voce rauca, quasi non si sentiva. Disse: “Cittadini, amici. Dopo tanti dolorosi sacrifici… eccoci qui. Gloria ai caduti per la libertà.” Fu tutto. E tornò dentro. La folla gridava, i partigiani alzarono le loro armi e spararono in aria festosamente. Noi ragazzi ci precipitammo a raccogliere i bossoli, preziosi oggetti da collezione, ma avevo anche imparato che la libertà di parola significa libertà dalla retorica. Alcuni giorni dopo vidi i primi soldati americani.………………………

In maggio, sentimmo dire che la guerra era finita. La pace mi diede una sensazione curiosa. Mi era stato detto che la guerra permanente era la condizione normale per un giovane italiano. Nei mesi successivi scoprii che la Resistenza non era solo un fenomeno locale, ma europeo. Imparai nuove, eccitanti parole come “reseau”; “maquis”, “armée secrete”, “Rote Kapelle” “ghetto di Varsavia”. Vidi le prime  fotografie dell’Olocausto, e ne compresi così il significato prima di conoscere la parola. Mi resi conto da che cosa eravamo stati liberati. In Italia vi sono oggi alcuni che si domandano se la Resistenza abbia avuto un reale impatto militare sul corso della guerra. Per la mia generazione la questione è irrilevante: comprendemmo immediatamente il significato morale e psicologico della Resistenza. Era motivo d’orgoglio sapere che noi europei non avevamo atteso la liberazione passivamente. Penso che anche per i giovani americani che versavano il loro tributo di sangue alla nostra libertà non era irrilevante sapere che dietro le linee c’erano europei che stavano già pagando il loro debito. In Italia c’è oggi qualcuno che dice che il mito della Resistenza era una bugia comunista. E vero che i comunisti hanno sfruttato la Resistenza come una proprietà personale, dal momento che vi ebbero un ruolo primario; ma io ricordo partigiani con fazzoletti di diversi colori. Appiccicato alla radio, passavo le mie notti – le finestre chiuse, e l’oscuramento generale che faceva del piccolo spazio intorno all’apparecchio l’unico alone luminoso – ascoltando i messaggi che Radio Londra trasmetteva ai partigiani. Erano al tempo stesso oscuri e poetici (“Il sole sorge ancora”, “Le rose fioriranno”), e la maggior parte erano “messaggi per la Franchi”. Qualcuno mi bisbigliò che Franchi era il capo di uno dei gruppi clandestini più potenti dell’Italia del Nord, un uomo dal coraggio leggendario. Franchi divenne il mio eroe. Franchi (il cui vero nome era Edgardo Sogno) era un monarchico, così anticomunista che dopo la guerra si unì a gruppi di estrema destra, e venne anche accusato di aver collaborato a un colpo di stato reazionario. ……………………….. La liberazione fu un’impresa comune per gente di diverso colore. In Italia c’è oggi qualcuno che dice che la guerra di liberazione fu un tragico periodo di divisione, e che abbiamo ora bisogno di una riconciliazione nazionale. Il ricordo di quegli anni terribili dovrebbe venire represso. Ma la repressione provoca nevrosi. Se riconciliazione significa compassione e rispetto per tutti coloro che hanno combattuto la loro guerra in buona fede, perdonare non significa dimenticare. ………Noi siamo qui per ricordare ciò che accadde e per dichiarare solennemente che “loro” non debbono farlo più.

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 Il mattino del 27 luglio del 1943 mi fu detto che, secondo delle informazioni lette alla radio, il fascismo era crollato e che Mussolini era stato arrestato. Mia madre mi mandò a comperare il giornale. Andai al chiosco più vicino e vidi che i giornali c’erano, ma i nomi erano diversi. Inoltre, dopo una breve occhiata ai titoli, mi resi conto che ogni giornale diceva cose diverse. Ne comperai uno, a caso, e lessi un messaggio stampato in prima pagina, firmato da cinque o sei partiti politici, come Democrazia Cristiana, Partito Comunista, Partito Socialista, Partito d’Azione, Partito Liberale. Fino a quel momento avevo creduto che vi fosse un solo partito in ogni paese, e che in Italia ci fosse solo il Partito Nazionale Fascista. Stavo scoprendo che nel mio paese ci potevano essere diversi partiti allo stesso tempo. Non solo: dal momento che ero un ragazzo sveglio, mi resi subito conto che era impossibile che tanti partiti fossero sorti da un giorno all’altro. Capii così che esistevano già come organizzazioni clandestine. Il messaggio celebrava la fine della dittatura e il ritorno della libertà: libertà di parola, di stampa, di associazione politica. Queste parole, “libertà”, “dittatura” – Dio mio – era la prima volta in vita mia che le leggevo. In virtù di queste nuove parole ero rinato uomo libero occidentale. Dobbiamo stare attenti che il senso di queste parole non si dimentichi ancora. L’UrFascismo [il Fascismo Eterno, ndr] è ancora intorno a noi, talvolta in abiti civili. ……………… L’Ur-Fascismo può ancora tornare sotto le spoglie più innocenti. Il nostro dovere è di smascherarlo e di puntare l’indice su ognuna delle sue nuove forme – ogni giorno, in ogni parte del mondo. Do ancora la parola a Roosevelt: “Oso dire che se la democrazia americana cessasse di progredire come una forza viva, cercando giorno e notte con mezzi pacifici, di migliorare le condizioni dei nostri cittadini, la forza del fascismo crescerà nel nostro paese” (4 novembre 1938). Libertà e liberazione sono un compito che non finisce mai. Che sia questo il nostro motto: “Non dimenticate”.

GIORNATA MONDIALE DEL LIBRO: Zolarancio partecipa

Di nuovo un saluto a tutte e tutti, anche oggi una bella ricorrenza: nel mondo si festeggia la GIORNATA del LIBRO!

Zolarancio è particolarmente affascinata dal Libro: sogno, contatto con il mondo, fantasia, oggetto amato, incontro con l’autore e con se stessi, evasione, compagnia, pensiero e riflessione….

Anche in questo momento in cui è difficile recarsi in libreria, in biblioteca o nei punti Zola Book Station del paese i libri possono essere il modo privilegiato per passare ore piacevoli e serene.

Per ora potremo ordinare libri on line e ascoltare le varie trasmissioni che trasmettono audio libri, rileggere i nostri più belli, ma ormai le librerie iniziano ad aprire, e presto speriamo di poter rifornire di nuovi testi le Zola Book Stations…

                                                   Per celebrare insieme questa ricorrenza,

vi chiediamo, se avete piacere, di segnalarci i libri che vi sono particolarmente piaciuti, che hanno lasciato in voi un segno, che hanno suscitato emozioni, da cui non vi separereste mai, che consigliereste volentieri ad un’amica o un amico…

Se volete potete anche brevemente motivare i vostri consigli

rispondeteci inviando una mail a zolarancio@gmail.com, faremo delle vostre risposte una lista  che invieremo a tutti voi e potremo così creare una “rete letteraria” di scambio e condivisione tra tutti noi.

BUONA LETTURA

Zolarancio con la TERRA. 10 anni del GAS

Oggi CINQUANTESIMA giornata mondiale per la TERRA, nata nel 1970, e celebrata oggi anche con un accorato e lucido messaggio di Papa Francesco. Non possiamo dire che questi 50 anni siano andati sempre nel verso giusto, anzi….
Zolarancio da sempre nel suo piccolo cerca di lavorare PER la Terra, e proprio quest’anno 2020 celebra i 10 ANNI del suo GAS (Gruppo di Acquisto Solidale): ZAGAS!
Il GAS tra le sue diverse motivazioni e buone pratiche ha infatti anche quelle del rispetto del territorio, della diminuzione dell’inquinamento, dell’agricoltura biologica e sostenibile…

In questo momento storico in cui tutto deve avvenire virtualmente, iniziamo i festeggiamenti per il nostro GAS inviandovi ad andare a vedere le foto nella “galleria fotografica” . Potrete nella sezione GAS vedere anche alcune delle iniziative organizzate nel tempo su temi collegati e documenti illustrativi.


 Per ricordarci la responsabilità delle nostre azioni e la nostra vulnerabilità, vi invitiamo ad andare a vedere su you tube  un brevissimo e a nostro avviso bellissimo video intitolato “Madre Natura” con la voce di Julia Roberts.

State bene!!